domenica 13 agosto 2017

LA PRESENZA NEL CORPO

Uno stato di presenza attento e consapevole coinvolge il corpo. 
Lo stare è rilassato, ma non rilasciato,
flessibile e aperto.
L'energia fluisce nel corpo spontaneamente
ed evidenzia blocchi, tensioni e rigidità
affinchè possano essere sciolti.
Uno stato di presenza non è mmobilità,
ma movimento interiore.
L'apertura all'ascolto
è approfondimento e conoscenza di sè
in accoglienza e accettazione.
Il mio stare cambia con me,
si evolve con me.
Quando il mio stare è sereno,
sono in armonia con me stessa,
con la realtà che mi circonda:
mi apro al mondo e all'esperienza,
 senza aspettative,
 con totalità.



Lotus - Nicholas Roerich




domenica 30 luglio 2017

PERCEZIONI

Mi osservo mentre osservo.
Osservo il mio corpo tendersi
e la mascella irrigidirsi.
Sorrido.
Ascolto i pensieri che hanno stimolato in me il cambiamento
e ne divento consapevole.
Sciolgo le tensioni con il respiro
e ringrazio il mio corpo
candido mentore della mia interiorità.






mercoledì 26 luglio 2017

IL CORPO PARLA

Il corpo parla
quando tacciono le parole
e ci apprestiamo ad ascoltarlo ed osservarlo.
L'attenzione, rivolta all'interno,
ci rimanda disagi, tensioni, disallineamenti.
Il respiro è la porta d'entrata alla consapevolezza.
Stabilità ed eqilibrio fanno parte di me?
Vacillo nelle mie insicurezze 
e mi accorgo della mancata armonia tra le parti.
Mi abbandono ad un movimento interno
che come un'onda mi invade e mi scioglie.
Il lasciarsi andare fa paura.
Fiducia.
Nel corpo, nelle mie potenzialità, nell'amore.
La paura di farsi del male indurisce i movimenti.
Permetto all'onda di condurmi
e poco per volta
sono in mare aperto.
Sono terra, sono acqua, sono cielo.
Il mio corpo si espande nella natura
e si disperde nella sua bellezza.
La spontaneità
mi guida verso mondi inesplorati di me.



Chora - Naxos




mercoledì 12 luglio 2017

IN EQUILIBRIO SU UNA CORDA TESA

Muovo i primi passi sui binari dell'educazione.
Il mio corpo vacilla: mani sicure lo sostengono.
Continuo a camminare sulla corda tesa
e voglio farlo da solo:
la paura ed il coraggio mi sono compagni.
A volte perdo l'equilibrio,
cado e mi rialzo.
La fiducia nelle mie capacità
crolla e si ricostruisce.
Mi allontano dal punto di partenza:
lo osservo,
qualcosa mi appartiene, qualcosa no
e vorrei lasciarlo andare senza perdere l'equilibrio.
L'insicurezza emerge a rendere incerti i miei passi
al di là dell'abitudine: 
incontro le mie paure e le mie debolezze,
sono parte di me.
Nuove esperienze si attivano
per condurmi a realizzare chi sono,
e in equilibrio su una corda tesa,
passo dopo passo,
muovo il corpo
e ne seguo le indicazioni,
affidandomi al Tao.




Ecco i giocolieri - Cornici Spontini Andrea Agostini (http://www.cornicispontini.it/artistinew/agostini_andrea/agostini.php )






giovedì 6 luglio 2017

CENTRATURA

Impara a stare
come un albero grazie alle sue profonde radici.
Impara ad osservare
come un albero senza intervenire.
Impara ad ascoltare
come un albero senza parlare.
Impara a crescere
come un albero nonostante gli attacchi e le ferite.
Impara a divenire flessibile
come un albero di fronte alle intemperie.
Impara a fiorire
come un albero in primavera.
Impara a donare frutti
come un albero in estate.
Impara a lasciar andare
come un albero in autunno.
Impara ad accogliere l'immobilità
come un albero in inverno.


"Perciò il saggio agisce senza far nulla e insegna senza parole.
Le innumerevoli creature emergono e egli non se ne ritrae.
Le nutre senza renderle dipendenti.
Agisce senza appropriarsi di nulla.
Non si sofferma sui risultati della sua opera
e per questo essi sono durevoli."
LAO TSU - Tao Te Ching

Oropa





domenica 2 luglio 2017

L'ALBERO CONSAPEVOLE

L'albero consapevole
ha radici profonde 
che gli donano forza, equilibrio e vitalità,
ha un fusto flessibile
per manifestarsi e crescere
e tanti rami
ricchi di foglie, fiori e frutti
a colorare il cielo.
L'albero consapevole
segue il ritmo delle stagioni
e così accoglie la nudità invernale
per ritrovare in se stesso la pienezza dell'estate.

www.ildiamantearcobaleno.com


I boschi di Oropa


domenica 25 giugno 2017

NON APPARTENENZA

Osservo e ascolto il mio corpo.
Se focalizzo l'attenzione sulla mancanza di legami
fatico a definire la mia personalità:
crolla l'immagine di chi pensavo essere.
Se mi concentro sull'assenza di limiti
prende forma la mia libertà.
Chi sono?
Sono le mie scelte, le mie esperienze, il mio manifestarmi giorno per giorno.
Sono un corpo in movimento,
 un cuore che batte
 e danza il fluire della vita.



venerdì 23 giugno 2017

IMMOBILITA'

Nell'aridità di un fuoco fuori controllo
l'elemento acqua riporta armonia
affinchè la terra non diventi sterile.
La mente divampa:
rigidità e tensioni invadono il corpo
nell'immobilità degli estremismi.
L'elemento terra colma il sentire
soffocando il cuore
e seccando le sorgenti.
Dove giace il confine della vita?





mercoledì 21 giugno 2017

FUGGIRE DAL CORPO O CON IL CORPO?

Come percepisci il tuo corpo?
Fedele alleato o nemico?

Raramente poniamo attenzione alla percezione che ci unisce alla fisicità. Il corpo è spesso vissuto come un mezzo e come tale sottoposto alle aspettative che noi stessi viviamo come prioritarie (un corpo rispondente a canoni estetici o atletico o come barriera di protezione ...). Questo atteggiamento ci allontana dai naturali bisogni fisiologici che il corpo esprime e di conseguenza dal contatto con esso.
Con la perdita del contatto con il corpo, la mente acquisisce sempre più potere (per via del mancato filtro corporeo) ed indirizza il sentire e l'agire lungo i binari dell'abitudine e degli schemi educativi e sociali che hanno caratterizzato la nostra crescita e determinano il nostro modo di osservare il mondo. Quando il corpo viene sopraffatto dalle richieste e diviene incapace a soddisfarle tutte, si ammala, inducendoci a vedere nel suo disagio un ammutinamento a nostro danno. 
Il distacco, maturato dall'allontanamento dal corpo, ci fa vivere la malattia come ostacolo al soddisfacimento dei bisogni che la mente ha focalizzato come fonte di benessere. Il disagio deve, quindi, essere risolto nel minor tempo possibile. Questa impostazione mentale acuisce ancora di più il divario con la fisicità e costringe il corpo ad urlare in modo più importante il suo malessere (e la malattia si aggrava).
L'inconsapevolezza ci indurrà a giudicare il corpo come un nemico da sottomettere e la mente, che  prenderà il controllo della situazione, studierà sempre nuove strategie di guarigione tese a eliminare il problema.
Vi è, però, un particolare di cui raramente teniamo conto: il corpo è parte di noi e, agendo in questo modo, aggrediamo noi stessi.
Gente strana noi umani dall'animo guerrigliero. (www.ildiamantearcobaleno.com)



domenica 18 giugno 2017

I BISOGNI DEL CORPO

Rispettare i bisogni fisiologici del corpo per stare bene con se stessi e con gli altri è fondamentale. Nonostante questa consapevolezza, spesso, trascuriamo di ascoltare i nostri bisogni.
Come mai questo accade? Forse, perchè, poco alla volta, abbiamo smesso di percepirli.
Non ci siamo riposati pur essendo estremamente stanchi, non abbiamo bevuto pur avendo sete, abbiamo continuato a mangiare pur avvertendo un senso di sazietà, non siamo andati in bagno a seguito dello stimolo a farlo. Questi comportamenti hanno mandato in tilt il nostro organismo innalzandone la resistenza e generando insonnia, obesità, stitichezza. Non soddisfatti, abbiamo provveduto ad annullare i disagi chimicamente o sottoponendoci a diete ferree seguite da abbuffate epocali. 
Abbiamo dimenticato come si sta bene. Siamo sempre affaticati, stressati e nervosi. 
Cosa si può fare a questo punto? Staccare la spina della 220  e dedicare tempo al riposo e all'ascolto di noi stessi. Il percorso inverso, teso a ricreare l'equilibrio, richiede pazienza e disciplina, ma vale la pena imparare a ritrovarrsi e smettere di allontanarsi sempre più dalla propria natura. Per il nostro bene, perchè ci rispettiamo, ci amiamo e ci meritiamo il benessere psico-fisico. 
Gente strana noi umani dell'era tecnologica.

Vignetta di Massimo Cavezzali




mercoledì 7 giugno 2017

EVVIVA I RACCOGLIMENTI PENSOSI

Estratto da "APOLOGIA DEL TAOISMO" di Giuseppe Tucci:

"Perchè l'uomo possa ribellarsi al giogo della tradizione e alla coercizione della consuetudine, a quel mondo di credenze cui fin da bambino lo abituarono i suoi nonni ed i suoi genitori, che ha sentito ripetere da maestri e da amici per anni ed anni, occorre possieda non soltanto doti di spirito non comuni, ma anche quell'abitudine alla riflessione, che soprattutto si determina straniandosi dagli uomini. Fino a che la nostra attività è assorbita tutta, o quasi tutta, da preoccupazioni contingenti e materiali, non avremo mai possibilità e tempo di permetterci quei raccoglimenti pensosi attraverso cui acquistiamo migliore coscienza di noi stessi e più chiara nozione della nostra propria pesonalità."


Evviva i raccoglimenti pensosi del "nosce te ipsum".

lunedì 5 giugno 2017

giovedì 25 maggio 2017

LO SGUARDO

Occhi appannati dalla rabbia scrutano il mondo senza pietà.
Occhi colmi d'amore osservano gli eventi con compassione.
Occhi spenti dalla disillusione guardano alla vita con indifferenza.
Occhi carichi di dolore vedono il buco nero della disperazione.
Occhi gonfiati dalla paura fissano l'immobilità.
Occhi vivaci si immergono nei colori.
Occhi trasparenti di bimbo esprimono purezza.
Ogni sguardo racchiude un mondo,
il nostro.

Ragazza Afghana - Steve McCurry







martedì 23 maggio 2017

IL RIFIUTO

Vivo il rifiuto
ascoltando la mia interiorità.
La tristezza inonda la mia anima
il cuore mi abbraccia e mi consola.
Vivo il rifiuto.
Osservo e ascolto
la chiusura:
non posso che rispettarla
e aprirmi alla vita
seguendo nuove possibilità.
Continuare a vivere
è la risposta dell'amore alla chiusura.



venerdì 12 maggio 2017

LA PAURA

La paura.
La senti scivolare dentro il tuo corpo
e gradatamente prenderne possesso.
Senti arrivare una strana agitazione
che tende i muscoli e le membra.
Percepisci un'inquietudine generalizzata
che si acuisce con l'immobilità che il corpo sembra importi.
Ti senti diviso a metà.
Da una parte la voglia di fuggire
dall'altra la curiosità ferma di osservare
e la tempesta dentro.
Nulla si impone.
Solo la tempesta sembra agire indisturbata
nel mare mosso dei pensieri.
Il corpo è la tua zattera di salvataggio.
Accogline la rigidità, il batticuore, il respiro contratto.
Sprofonda in essi con la tua attenzione.
Poco per volta il respiro si allunga,
il cuore si calma
e la tensione si alleggerisce.
E' solo paura.
L'irrazionale paura dei pensieri che allagano il sentire
e lo travolgono di emozioni ed aspettative,
portando a galla le tue più intime debolezze.
E' solo paura.
Paura di vivere il presente
e accorgerti che nulla è più forte di te
che nessun ostacolo è al di là delle tue capacità di trascenderlo.
E' solo paura.
Paura di sentire che ti stai allontanando da te stesso, 
dal tuo destino,
dalla tua vita.



martedì 9 maggio 2017

LA PRATICA CORPOREA

Spesso quando ci avviciniamo ad una pratica corporea la nostra attenzione è sempre volta a fare qualcosa.  Si vorrebbe imparare le posizioni, perfezionarle, eliminare le tensioni, respirare profondamente, muoversi in modo sciolto ... insomma si pensa molto e si ascolta poco.
Si dirige il corpo considerandolo un mezzo atto a farci fare esercizio e bella figura. Non vi è apertura e disponibilità al sentire per la tensione che ci induce a corrispondere a ciò che pensiamo sia giusto fare o debba essere fatto. 
Il lavoro consapevole  nasce dal riconoscimento di questa tensione e di quanto sia limitante.
Non sono i limiti corporei ad ostacolarci nella pratica, ma i limiti che noi stessi creiamo resistendo al dispiegarsi dell'ascolto. E' necessaria una profonda maturazione per essere presenti alla pratica.
Fino a quando si pensa di aver bisogno di fare qualcosa c'è conflitto. La mente costruisce progetti continuamente, allontanandoci da uno stato di presenza per immergerci in uno stato immaginario in cui il soddisfacimento di un bisogno ne stimola immediatamente un altro e poi un altro ancora. E' molto stancante. 
L'intento principale del volume IL RITMO DEL CORPO  è aprirsi all'ascolto del corpo attraverso la pratica.  Il viaggio alla riscoperta di se stessi nasce dall'osservazione delle posture e dei movimenti che ci rappresentano, dalla percezione delle tensioni, delle rigidità e dei blocchi che ci immobilizzano, dal riconoscimento dell'impatto della mente nel nostro quotidiano. 

lunedì 8 maggio 2017

IL PIACERE DI FARE LA CACCA ;-)

Il soddisfacimento di un bisogno fisiologico è sempre fonte di piacere per il corpo. Il fare la cacca regolarmente e senza sforzo è segnale di sana alimentazione, di uno stile di vita equilibrato e di serenità psicologica.
Non sempre però ... si fa la cacca regolarmente e bene. 
C'è chi la trattiene ad oltranza e c'è chi la fa più volte al giorno, chi la rilascia a piccole dosi (avete presente le palline delle caprette?) e chi la sbrodola via copiosa e liquida, c'è chi spinge fino alle lacrime e c'è anche chi non riesce a raggiungere il bagno in tempo utile. Insomma ognuno a modo suo.
Le feci che il nostro corpo evacua sono sostanze non più utili all'organismo, ragion per cui dovrebbe essere naturale il soddisfacimento regolare di questo bisogno. Perchè, al contrario, non sempre lo è?
Perchè tendiamo ad ostacolare il naturale dispiegarsi di un bisogno fisiologico?
Lancio uno spunto di riflessione: quanta resistenza opponiamo (o non opponiamo affatto, perdendoci anche l'essenziale) al lasciar andare emozioni, stati d'animo, sofferenze, persone, sicurezze materiali, eventi che non sono più di alcun beneficio per la nostra crescita e non fanno altro che appesantirci? 
Le sfumature sul tema si svelano da sè. 


sabato 6 maggio 2017

LO SPAZIO INTORNO A ME

Vi siete mai domandati quanto spazio di movimento avete intorno?
A volte ci sentiamo costretti e soffocati dalla realtà. Quando questo accade il nostro spazio vitale si è drasticamente ridotto oltrepassando i confini del rispetto personale.
Facilmente addebitiamo all'esterno (alle situazioni o agli altri) la causa del nostro disagio, dimenticando che siamo stati noi in primis a non definire i limiti invalicabili del rispetto verso noi stessi.
Come si fa a definire questi limiti? Avendoli ben chiari in testa, innanzi tutto. Sapendo cosa ci fa stare bene e cosa al contrario ci fa stare male e trovando il coraggio di proferire dei salvifici NO o scegliere diversamente quando ci sentiamo invasi o costretti.
Scegliere di rispettarsi significa sapersi ascoltare profondamente ed avere il coraggio di essere anzichè apparire. Spesso mettiamo su un piatto della bilancia il nostro benessere fisiologico e sull'altro il soddisfacimento di aspettative, desideri, bisogni. 
Non sempre abbiamo il coraggio di scegliere di rispettare il nostro corpo ed esso ci rimanda di contro un bel segnale teso a dirci "Sveglia!  Non ti stai prendendo cura di te stesso!". Noi  congeliamo il sentire e tiriamo avanti per la via che ci sembra in discesa. Ignoriamo sia il disagio corporeo sia quello interiore e investiamo le nostre energie nella fuga.
Gente strana noi umani, sonnambuli in corsa.

mercoledì 3 maggio 2017

TRANQUILLITA' MENTALE E SENSIBILITA' CORPOREA

La tranquillità mentale, la sensibilità corporea 
sono un riflesso diretto della vera tranquillità.
In una azione senza condizionamento,
il corpo e la mente sentono questo riflesso come facilità e apertura.
Il funzionamento armonioso della struttura corpo-mente come strumento, come funzione,
è il miglior terreno per riflettere ciò che è al di là del corpo e della mente.


Quando si inizia un lavoro sul corpo, la percezione delle tensioni, degli automatismi e dei blocchi che ci caratterizzano è il primo passo verso la consapevolezza. Il sistema corpo-mente raramente è allineato, in quanto la mente antepone al benessere fisiologico desideri ed aspettative. Questo disallineamento non può che sfociare in un movimento corporeo rigido e controllato in contrasto con il naturale fluire delle energie fisiche. 
Il lavoro proposto ne "IL RITMO DEL CORPO" è un percorso volto a stimolare fin da subito questa presa di coscienza. Si può trasformare solo ciò di cui si è consapevoli e la pratica del Ritmo suggerisce un lavoro di allineamento corpo-mente basato sull'ascolto e sull'osservazione delle proprie posture e dei propri movimenti. Un percorso individuale per conoscersi, comprendersi e sperimentarsi in profondità.

venerdì 28 aprile 2017

IL CORPO, GRANDE MAESTRO

Passiamo la vita a ricercare un Maestro 
senza realizzare che l'abbiamo sempre avuto al nostro fianco: 
il nostro corpo
 mentore, alleato, fedele compagno.
L'equilibrio e l'armonia del corpo sono manifestazione della nostra interiorità.
Il benessere del corpo è fonte di serenità, 
così come il suo malessere è specchio di disagio.
I movimenti del corpo sono espressione del nostro sentire 
e le sue posture dipinti del nostro stare al mondo.
Osserva il tuo corpo, 
ascoltalo, sperimentalo 
e conoscerai te stesso sempre più profondamente.




giovedì 20 aprile 2017

IL CORPO

Il corpo:
peso, zavorra, strumento, mezzo
o compagno ed alleato nel percorso?
Come vivi il tuo corpo?
Come percepisci il tuo corpo?
Sai accogliere ed adeguarti al suo ritmo?
Sai ascoltare i segnali del tuo corpo e farne tesoro
o li vivi come impedimento al dispiegarsi della quotidianità?
Sai stare in equilibrio a piedi uniti
o appoggiandoti prima su una gamba e poi sull'altra?
Sei in grado di cogliere le tensioni che ti caratterizzano e scioglierle?
Dedichi tempo ed attenzione al tuo corpo?
Come ti rapporti al tuo corpo?
Con disprezzo? Con rabbia? Con rifiuto?
O con rispetto ed accettazione?
Lo usi o lo curi?
Il tuo corpo è sempre con te.
Il tuo cuore è sempre con te.
Non ti serve altro.




venerdì 14 aprile 2017

IL RITMO DELLA RESPIRAZIONE

"La respirazione è un fatto ritmico. Si compone di due fasi, l'inspirazione e l'espirazione. Il respiro è un buon esempio per la legge di polarità: con la loro continua alternanza, i due poli inspirazione ed espirazione formano un ritmo. Un polo produce l'altro, l'inspirazione produce l'espirazione. O in altri termini: un polo vive dell'esistenza del polo opposto, perchè se annulliamo una fase, sparisce anche l'altra. Un polo compensa l'altro e i due insieme formano un tutto. Il respiro è ritmo, e il ritmo è la base di tutto ciò che vive.  Possiamo anche sostituire i due poli della respirazione coi concetti di tensione e di-stensione. Questo rapporto: inspirazione-tensione, espirazione-distensione si mostra chiaramente quando sospiriamo. C'è un sospiro che introduce aria e porta alla tensione, e uno che emette aria e che porta alla distensione."




La respirazione è parte fondamentale della pratica proposta nel volume "IL RITMO DEL CORPO".
E' il ritmo corporeo più semplice da esperire per acquisire consapevolezza. Esso racchiude in sè la nostra armonia o disarmonia. Esso evidenzia le nostre restistenze, la nostra incapacità ad aprirci al mondo e a lasciar andare ciò che ci appartiene. 
Il ritmo del respiro è un ottimo strumento per conoscersi. Attraverso di esso abbiamo la possibilità di praticare e riconoscere i nostri limiti e le nostre potenzialità.
Respirando naturalmente ritroviamo la nostra spontaneità.

martedì 11 aprile 2017

IL POTERE DELLA MALATTIA

"L'uomo si ammala sempre a causa del potere, che un tempo veniva vissuto in modo più evidente e diretto e oggi si presenta in forme più raffinate: è però sempre il potere quello che tormenta l'uomo. Ogni "io voglio, io desidero" è espressione della brama di potere.
Una delle tecniche attuali più frequenti per esercitare il potere è la malattia. La malattia garantisce oggi al singolo uno spazio libero e non criticabile per i suoi inconsci desideri di potere. E' questo il motivo per cui i malati in realtà non desiderano affatto liberarsi delle loro malattie. I malati dal canto loro negano tutto questo, affermando di aver tentato il possibile per riacquistare la salute. Ma si tratta di alibi! E' ovvio che il malato crede di voler guarire, e questo avviene solo perchè la motivazione della sua malattia non gli è ancora chiara. Una volta che deve decidere tra la malattia e la rinuncia al potere, la scelta è in genere molto difficile.
Il potere è affermazione dell'io, è il tentativo di non sottomersi a regole, di imporre agli altri la propria volontà."


Spiazzante riflessione quella di Dethlefsen. 
Chi non ha mai incontrato l'ipocondriaco per eccellenza?
Chi non ha mai vissuto, almeno una volta, la malattia come l'inderogabile possibilità di staccare la spina?
Chi non è mai oscillato, almeno una volta, da un malessere all'altro per scappare da una situazione o per evitare di assumersi qualche responsabilità?
Il corpo ci rimanda sempre con estrema chiarezza la sofferenza emotiva generata dalla rinuncia al proprio potere personale o scatenata dal tentativo fallito di espanderlo oltre i propri confini individuali. 

sabato 8 aprile 2017

giovedì 30 marzo 2017

IN ARMONIA CON IL PROPRIO CORPO

Ascoltami, osservami, sentimi.
Silenzioso cammino con te.
Accompagno i tuoi passi e le tue cadute,
porto con me le tue gioie e le tue sofferenze .
La mia dedizione è totale.
Il mio linguaggio è specchio del tuo vivere.
Ascoltami, osservami, sentimi.
Cammina con me.

Il tuo corpo


domenica 19 marzo 2017

IL RITMO DEL CORPO AD ALESSANDRIA



LIBRERIA FISSORE

Per rinascere nella primavera 2017 abbiamo pensato che il mezzo migliore fosse mettersi in "ascolto" del nostro corpo. "Ascolto" termine non casuale, in quanto avremo nuovamente nostra ospite Donatella Coda Zabetta che i nostri affezionati hanno già conosciuto un paio di anni fa in occasione della chiacchierata intorno al libro "Il coraggio di ascoltarsi". Ora, sempre per Edizioni Mediterranee" Donatella ci aiuta a muoverci con comprensione con il suo ultimo libro "Il ritmo del corpo". Buon tempo permettendo, sarà il primo incontro del nuovo anno nello spazio esterno della libreria, in Via Caniggia. In collaborazione con Associazione SpazioIdea, OfficinaCittàSolidale e Circolo Provinciale della Stampa.

domenica 12 marzo 2017

ESPERIENZA

Si può condividere solo ciò che si sperimenta in se stessi.
Dopo aver vissuto personalmente un'esperienza ne conosco i limiti, le difficoltà, le potenzialità, i rischi, le illusioni mentali, le percezioni corporee e il loro significato nell'ambito di un lavoro consapevole e, quindi, ho sviluppato l'empatia necessaria alla condivisione.
La condivisione deve basarsi sulla semplicità, sulla consapevolezza e sull'umiltà per poter essere costruttiva per entrambe le parti: chi condivide impara tanto quanto l'altro in un percorso comune e questo non deve mai essere dimenticato. Donando si riceve.
La stesura de "IL RITMO DEL CORPO" si è basata su questi presupposti, offrendo al lettore gli strumenti per fare esperienza.
Spesso in presentazione mi viene richiesto come sia possibile affrontare un percorso di qi gong daoyin da soli senza il supporto di un insegnante.
IL RITMO DEL CORPO non rappresenta un corso di qi gong daoyin tradizionale, ma trae spunto da questa pratica orientale per proporre un movimento consapevole che supporti il contatto con il proprio corpo e ne favorisca la conoscenza.
E' impossibile ascoltare e sentire nello stesso tempo e per questa semplice motivazione un corso di qi gong daoyin tradizionale rappresenta un insegnamento in cui l'insieme dei partecipanti è accompagnato dallo stesso flusso di energia: il seguire il proprio ritmo individuale non è possibile in quanto creerebbe separazione. Nell'ambito di un corso di qi gong daoyin si ascoltano le indicazioni del Maestro e si segue ciò che è evidente, ciò che viene detto: il sentire individuale è silente in quanto la concentrazione è volta all'esterno.
L'essenziale può essere sperimentato solo nell'intimità di un lavoro personale che sviluppi la propria visione dell'esercizio e la metta in pratica attraverso il sentire. 
Questo approccio evidenzia un'altra domanda che mi viene spesso rivolta in presentazione: "Come posso vedere e correggere i miei errori se sono solo?"
Se partiamo dal presupposto che l'esperienza è sempre fonte di insegnamento, non vi è nulla da  accettare o rifiutare, come non vi è alcun obiettivo da raggiungere. L'esperienza stessa è il viaggio e, nell'ascolto del proprio corpo, il sentire diventa guida. Più entriamo in armonia con noi stessi ed il movimento del corpo trova un ritmo a lui congeniale, più l'esperienza sarà fonte di benessere e gioia.
Spesso affrontiamo le esperienze diretti dalla memoria o da concetti, conoscenze, indicazioni: questo ci rende ingombranti e inconsapevoli.
La via proposta dal IL RITMO DEL CORPO è una via di cui non sapete nulla affinchè l'unico funzionamento possibile sia restare aperti e disponibili all'esperienza. Proprio in questa apertura, la conoscenza appresa lascia spazio ad una sensibilità più profonda che ci corrisponda intimamente e ci guidi nel lavoro.
Un lavoro che parte dalla nostra interiorità e non dall'esterno, inizialmente può spaventare e farci sentire persi. Se questo accade, diviene quanto mai importante ritrovarsi.
Il corpo è lo strumento ideale in grado di accompagnarci nel meraviglioso viaggio alla scoperta di noi stessi.


venerdì 10 marzo 2017

UN PESO SULLO STOMACO

Quante volte nella vita ci è capitato di percepire un peso sullo stomaco?

Un bel macigno, proprio all'imboccatura dello stomaco, che impedisce la digestione di situazioni, parole, eventi, sensi di colpa e che divide il nostro corpo a metà.
La parte inferiore al macigno che continua a camminare per forza di cose e la parte superiore al macigno avvolta in un flusso ininterrotto di pensieri da far invidia ad un ruminante per la tenacità della rimuginazione.
Il risultato? Un malessere diffuso, pesantezza (si sa, i macigni pesano e molto), rabbia, stanchezza.
E' difficile fare i conti con un corpo diviso a metà (per via dello sbarramento creato dal macigno) in quanto ci pone di fronte alla difficoltà a canalizzare naturalmente l'energia in un'azione coerente e, quindi,  crea una situazione di blocco molto frustrante.

Che si fa allora? 
Si forza la digestione? Si sputa il rospo/macigno? Si fa i conti con se stessi?

Tutti i percorsi devono essere sperimentati per nutrire la nostra esperienza di crescita.



domenica 12 febbraio 2017

PRENDI IN MANO LA TUA VITA

Apri le mani e afferra le occasioni,
accogli il sentire, le emozioni, le paure e la tua fragilità.
Apri le mani e lascia andare 
 non trattenere.
Apri le mani per abbracciare l'altro,
ma impara anche ad abbracciare te stesso.
Apri le mani e disegna un cerchio intorno a te
a fissare i limiti del tuo spazio vitale
e della tua libertà.
Apri le mani alla vita che si dispiega,
immergile nella terra a toccare le tue radici
e nell'acqua che scorre per nutrire il tuo corpo,
distendile al vento per ritrovare leggerezza
e innalzale al cielo affinchè il sole le riscaldi.
Prendi in mano la tua vita.






martedì 7 febbraio 2017

I MALESSERI DEL CORPO

A volte mi soffermo a pensare alle ragioni per cui un malessere si manifesta nel corpo. La mia esperienza mi ha mostrato più volte che si tratta o di un'emozione a lungo trattenuta o di un trauma non elaborato o di una resistenza al cambiamento. Un elemento che si manifesta perchè si è maturi per affrontarlo e risolverlo. 
Generalmente quando compare il disagio, occorre fare sempre molta attenzione alla parte del corpo che colpisce. Il corpo è molto schietto e diretto ed offre un primo supporto all'identificazione dell'origine del malessere. Il divenirne consapevoli spesso non significa avere chiarezza sulla natura del disagio, ma dare inizio ad un percorso volto a svelarla. Entra in gioco a questo punto la capacità di restare aperti al disagio, quando la reazione immediata sarebbe quella di resistervi o ignorarlo. L'apertura deve essere totale, includendo quotidianità, percezione, sogni, intuizioni, pensieri ricorrenti, immagini e ricordi. Questo passaggio può richiedere molto tempo, ma se si nutre la pazienza, il velo nebuloso che ci divide dalla comprensione diviene sempre più sottile fino a scomparire. 
Un aiuto pratico ad alleggerire l'impatto del disagio, accogliendone la sofferenza, è il movimento. Ogni malessere genera un blocco energetico e non adagiarsi in questa immobilità, ma inserirvi l'intento di lavorarci - supportando lo scorrere dell'energia - è di grande beneficio. A volte anche dalla pratica corporea, se eseguita in modo consapevole, possono emergere informazioni importanti a donare chiarezza. Anche semplici esercizi, come quelli proposti nel libro "IL RITMO DEL CORPO" possono essere molto efficaci. 
In caso di dolore, la mente rappresenta l'ostacolo maggiore ad un atteggiamento di apertura per via dei suoi suoi pensieri ossessivi ed estremamente soggettivi; la concentrazione sul corpo e sul suo movimento aiuta a distogliere l'attenzione dagli scenari bui e apocalittici che la sofferenza genera. Solitamente si ha difficoltà a riposare e a staccare la spina, per cui le coccole a se stessi, dedicandosi del tempo per fare ciò che più ci piace è un'ottima iniziativa.
Un'elevata dose di fiducia è l'antidoto migliore ad una mente prevaricante, mentre una respirazione  profonda e consapevole ne favorisce il contenimento.
Inutile aggiungere che la prima domanda da porsi all'insorgenza del malessere è: voglio veramente guarire? Sono pronto a scegliere di stare bene e a lasciar andare ciò che mi fa stare male?





sabato 4 febbraio 2017

LA DEPRESSIONE


IL CONCETTO DI RISPOSTA DEPRESSIVA 
E' CONNESSO ALLA MANCANZA DI SPERANZA DI FRONTE AL DOLORE?



Nel corso della nostra esistenza ci troviamo spesso di fronte al dolore e ad ostacoli da superare, ma non sempre si attiva una risposta depressiva in quanto il nostro corpo ha riserve energetiche sufficienti a farvi fronte. 
Il corpo, quando siamo capaci di ascoltarlo, invia continuamente segnali forti e chiari a manifestare il suo livello energetico e il suo stato di benessere o malessere. Purtroppo, sovente questi segnali vengono trascurati e considerati non prioritari rispetto ai comandi che la mente cataloga come inderogabili (lavoro, ruolo, immagine...). Questo atteggiamento crea una barriera che gradatamente congela le sensazioni fisiche fino ad annullarne la percezione. Per questo motivo i disagi trascurati per mesi divengono parte del nostro pacchetto "corpo" senza che ce ne rendiamo conto e si aggravano con il tempo fino a fermarci. Uno stop forzato di questo genere ci pone  inevitabilmente a confronto con l'assenza di energia psico-fisica che ci caratterizza. A questo punto, l'impatto con il dolore o l'ostacolo di turno si trasforma in un evento vissuto in modo altamente soggettivo e prevaricante. Il corpo non può supportare adeguatamente l'azione e permette alla mente di prendere il comando con pensieri di impotenza e autosvalutazione che creano alternativamente ansia e tristezza.
Imparare a conoscere e ad ascoltare il proprio corpo ed i suoi segnali acquisisce, quindi, un grande valore, soprattutto considerando i ritmi frenetici della quotidianità a cui siamo abituati e che spesso non tengono conto delle naturali necessità fisiologiche (come un adeguato riposo, ad esempio). 
La sempre più diffusa incapacità a "staccare la spina" è già una conferma di quanto si stia gradualmente perdendo il contatto con il proprio corpo.
Lavorando con i gruppi di qi gong daoyin e di meditazione ho potuto verificare sul campo quanto fosse carente il legame con il proprio corpo.  Il volume IL RITMO DEL CORPO è nato da questa presa di coscienza: il suo intento è, infatti, quello di proporre una pratica che stimoli la conoscenza e l'ascolto del corpo  attraverso il movimento consapevole.

www.ildiamantearcobaleno.com



mercoledì 1 febbraio 2017

LA STRUTTURA CORPOREA

Nello yoga tantrico, la prima tappa è mettere a nudo la struttura corporea.
Si vedrà come il corpo è una massa di reazioni, di paure, e fino a che punto la glottide, lo sterno, le spalle, le anche,le mani, gli occhi, la bocca siano unicamente prensione, avidità.
Ciò che piace vogliamo afferrarlo, ciò che non piace è rifiutato.
Il corpo è sottomesso costantemente al movimento dell'attrazione e della repulsione.
Prima di sognare un incontro, occorre incontrare se stessi.



Khajuraho

Interessantissima questa riflessione di Baret che pone l'attenzione sullo stato di tensione corporea che generalmente caratterizza l'uomo. Quella stessa tensione che si manifesta come rigidità e ci allontana, poco per volta, dal contatto con il nostro corpo, il prezioso strumento capace di svelare le tante contraddizioni della  mente.

"Prima di sognare un incontro, occorre incontrare se stessi."

domenica 29 gennaio 2017

L'ALTRO DA ME

"La conoscenza dell'altro ci giunge, 
prima ancora che dalle sue parole,
dai suoi sguardi e dai suoi gesti."
Borgna (1999)


Come un albero si manifesta grazie alle sue radici
e attraverso il suo tronco e la sua chioma ne possiamo comprendere la storia e la forza,
così un uomo si manifesta grazie al suo corpo,
all'espressione del suo viso, alla profondità del suo sguardo, alla coerenza dei suoi gesti,
alla sicurezza dei movimenti e alla stabilità della sua postura.
Solo con un'attenta osservazione dell'altro potrà svelare la sua natura e la sua storia.
Al di là delle parole e dei pensieri.

mercoledì 18 gennaio 2017

LA CICLICITA' DEGLI EVENTI

Il ritmo della vita si dispiega con semplicità.
Quanto ricevi saprai donare.
Quanto doni ti farà crescere.
Quanto cresci più donerai.
In questo movimento di apertura all'amore
la vita si arricchisce.