domenica 19 marzo 2017

IL RITMO DEL CORPO AD ALESSANDRIA



LIBRERIA FISSORE

Per rinascere nella primavera 2017 abbiamo pensato che il mezzo migliore fosse mettersi in "ascolto" del nostro corpo. "Ascolto" termine non casuale, in quanto avremo nuovamente nostra ospite Donatella Coda Zabetta che i nostri affezionati hanno già conosciuto un paio di anni fa in occasione della chiacchierata intorno al libro "Il coraggio di ascoltarsi". Ora, sempre per Edizioni Mediterranee" Donatella ci aiuta a muoverci con comprensione con il suo ultimo libro "Il ritmo del corpo". Buon tempo permettendo, sarà il primo incontro del nuovo anno nello spazio esterno della libreria, in Via Caniggia. In collaborazione con Associazione SpazioIdea, OfficinaCittàSolidale e Circolo Provinciale della Stampa.

domenica 12 marzo 2017

ESPERIENZA

Si può condividere solo ciò che si sperimenta in se stessi.
Dopo aver vissuto personalmente un'esperienza ne conosco i limiti, le difficoltà, le potenzialità, i rischi, le illusioni mentali, le percezioni corporee e il loro significato nell'ambito di un lavoro consapevole e, quindi, ho sviluppato l'empatia necessaria alla condivisione.
La condivisione deve basarsi sulla semplicità, sulla consapevolezza e sull'umiltà per poter essere costruttiva per entrambe le parti: chi condivide impara tanto quanto l'altro in un percorso comune e questo non deve mai essere dimenticato. Donando si riceve.
La stesura de "IL RITMO DEL CORPO" si è basata su questi presupposti, offrendo al lettore gli strumenti per fare esperienza.
Spesso in presentazione mi viene richiesto come sia possibile affrontare un percorso di qi gong daoyin da soli senza il supporto di un insegnante.
IL RITMO DEL CORPO non rappresenta un corso di qi gong daoyin tradizionale, ma trae spunto da questa pratica orientale per proporre un movimento consapevole che supporti il contatto con il proprio corpo e ne favorisca la conoscenza.
E' impossibile ascoltare e sentire nello stesso tempo e per questa semplice motivazione un corso di qi gong daoyin tradizionale rappresenta un insegnamento in cui l'insieme dei partecipanti è accompagnato dallo stesso flusso di energia: il seguire il proprio ritmo individuale non è possibile in quanto creerebbe separazione. Nell'ambito di un corso di qi gong daoyin si ascoltano le indicazioni del Maestro e si segue ciò che è evidente, ciò che viene detto: il sentire individuale è silente in quanto la concentrazione è volta all'esterno.
L'essenziale può essere sperimentato solo nell'intimità di un lavoro personale che sviluppi la propria visione dell'esercizio e la metta in pratica attraverso il sentire. 
Questo approccio evidenzia un'altra domanda che mi viene spesso rivolta in presentazione: "Come posso vedere e correggere i miei errori se sono solo?"
Se partiamo dal presupposto che l'esperienza è sempre fonte di insegnamento, non vi è nulla da  accettare o rifiutare, come non vi è alcun obiettivo da raggiungere. L'esperienza stessa è il viaggio e, nell'ascolto del proprio corpo, il sentire diventa guida. Più entriamo in armonia con noi stessi ed il movimento del corpo trova un ritmo a lui congeniale, più l'esperienza sarà fonte di benessere e gioia.
Spesso affrontiamo le esperienze diretti dalla memoria o da concetti, conoscenze, indicazioni: questo ci rende ingombranti e inconsapevoli.
La via proposta dal IL RITMO DEL CORPO è una via di cui non sapete nulla affinchè l'unico funzionamento possibile sia restare aperti e disponibili all'esperienza. Proprio in questa apertura, la conoscenza appresa lascia spazio ad una sensibilità più profonda che ci corrisponda intimamente e ci guidi nel lavoro.
Un lavoro che parte dalla nostra interiorità e non dall'esterno, inizialmente può spaventare e farci sentire persi. Se questo accade, diviene quanto mai importante ritrovarsi.
Il corpo è lo strumento ideale in grado di accompagnarci nel meraviglioso viaggio alla scoperta di noi stessi.


venerdì 10 marzo 2017

UN PESO SULLO STOMACO

Quante volte nella vita ci è capitato di percepire un peso sullo stomaco?

Un bel macigno, proprio all'imboccatura dello stomaco, che impedisce la digestione di situazioni, parole, eventi, sensi di colpa e che divide il nostro corpo a metà.
La parte inferiore al macigno che continua a camminare per forza di cose e la parte superiore al macigno avvolta in un flusso ininterrotto di pensieri da far invidia ad un ruminante per la tenacità della rimuginazione.
Il risultato? Un malessere diffuso, pesantezza (si sa, i macigni pesano e molto), rabbia, stanchezza.
E' difficile fare i conti con un corpo diviso a metà (per via dello sbarramento creato dal macigno) in quanto ci pone di fronte alla difficoltà a canalizzare naturalmente l'energia in un'azione coerente e, quindi,  crea una situazione di blocco molto frustrante.

Che si fa allora? 
Si forza la digestione? Si sputa il rospo/macigno? Si fa i conti con se stessi?

Tutti i percorsi devono essere sperimentati per nutrire la nostra esperienza di crescita.



domenica 12 febbraio 2017

PRENDI IN MANO LA TUA VITA

Apri le mani e afferra le occasioni,
accogli il sentire, le emozioni, le paure e la tua fragilità.
Apri le mani e lascia andare 
 non trattenere.
Apri le mani per abbracciare l'altro,
ma impara anche ad abbracciare te stesso.
Apri le mani e disegna un cerchio intorno a te
a fissare i limiti del tuo spazio vitale
e della tua libertà.
Apri le mani alla vita che si dispiega,
immergile nella terra a toccare le tue radici
e nell'acqua che scorre per nutrire il tuo corpo,
distendile al vento per ritrovare leggerezza
e innalzale al cielo affinchè il sole le riscaldi.
Prendi in mano la tua vita.






martedì 7 febbraio 2017

I MALESSERI DEL CORPO

A volte mi soffermo a pensare alle ragioni per cui un malessere si manifesta nel corpo. La mia esperienza mi ha mostrato più volte che si tratta o di un'emozione a lungo trattenuta o di un trauma non elaborato o di una resistenza al cambiamento. Un elemento che si manifesta perchè si è maturi per affrontarlo e risolverlo. 
Generalmente quando compare il disagio, occorre fare sempre molta attenzione alla parte del corpo che colpisce. Il corpo è molto schietto e diretto ed offre un primo supporto all'identificazione dell'origine del malessere. Il divenirne consapevoli spesso non significa avere chiarezza sulla natura del disagio, ma dare inizio ad un percorso volto a svelarla. Entra in gioco a questo punto la capacità di restare aperti al disagio, quando la reazione immediata sarebbe quella di resistervi o ignorarlo. L'apertura deve essere totale, includendo quotidianità, percezione, sogni, intuizioni, pensieri ricorrenti, immagini e ricordi. Questo passaggio può richiedere molto tempo, ma se si nutre la pazienza, il velo nebuloso che ci divide dalla comprensione diviene sempre più sottile fino a scomparire. 
Un aiuto pratico ad alleggerire l'impatto del disagio, accogliendone la sofferenza, è il movimento. Ogni malessere genera un blocco energetico e non adagiarsi in questa immobilità, ma inserirvi l'intento di lavorarci - supportando lo scorrere dell'energia - è di grande beneficio. A volte anche dalla pratica corporea, se eseguita in modo consapevole, possono emergere informazioni importanti a donare chiarezza. Anche semplici esercizi, come quelli proposti nel libro "IL RITMO DEL CORPO" possono essere molto efficaci. 
In caso di dolore, la mente rappresenta l'ostacolo maggiore ad un atteggiamento di apertura per via dei suoi suoi pensieri ossessivi ed estremamente soggettivi; la concentrazione sul corpo e sul suo movimento aiuta a distogliere l'attenzione dagli scenari bui e apocalittici che la sofferenza genera. Solitamente si ha difficoltà a riposare e a staccare la spina, per cui le coccole a se stessi, dedicandosi del tempo per fare ciò che più ci piace è un'ottima iniziativa.
Un'elevata dose di fiducia è l'antidoto migliore ad una mente prevaricante, mentre una respirazione  profonda e consapevole ne favorisce il contenimento.
Inutile aggiungere che la prima domanda da porsi all'insorgenza del malessere è: voglio veramente guarire? Sono pronto a scegliere di stare bene e a lasciar andare ciò che mi fa stare male?





sabato 4 febbraio 2017

LA DEPRESSIONE


IL CONCETTO DI RISPOSTA DEPRESSIVA 
E' CONNESSO ALLA MANCANZA DI SPERANZA DI FRONTE AL DOLORE?



Nel corso della nostra esistenza ci troviamo spesso di fronte al dolore e ad ostacoli da superare, ma non sempre si attiva una risposta depressiva in quanto il nostro corpo ha riserve energetiche sufficienti a farvi fronte. 
Il corpo, quando siamo capaci di ascoltarlo, invia continuamente segnali forti e chiari a manifestare il suo livello energetico e il suo stato di benessere o malessere. Purtroppo, sovente questi segnali vengono trascurati e considerati non prioritari rispetto ai comandi che la mente cataloga come inderogabili (lavoro, ruolo, immagine...). Questo atteggiamento crea una barriera che gradatamente congela le sensazioni fisiche fino ad annullarne la percezione. Per questo motivo i disagi trascurati per mesi divengono parte del nostro pacchetto "corpo" senza che ce ne rendiamo conto e si aggravano con il tempo fino a fermarci. Uno stop forzato di questo genere ci pone  inevitabilmente a confronto con l'assenza di energia psico-fisica che ci caratterizza. A questo punto, l'impatto con il dolore o l'ostacolo di turno si trasforma in un evento vissuto in modo altamente soggettivo e prevaricante. Il corpo non può supportare adeguatamente l'azione e permette alla mente di prendere il comando con pensieri di impotenza e autosvalutazione che creano alternativamente ansia e tristezza.
Imparare a conoscere e ad ascoltare il proprio corpo ed i suoi segnali acquisisce, quindi, un grande valore, soprattutto considerando i ritmi frenetici della quotidianità a cui siamo abituati e che spesso non tengono conto delle naturali necessità fisiologiche (come un adeguato riposo, ad esempio). 
La sempre più diffusa incapacità a "staccare la spina" è già una conferma di quanto si stia gradualmente perdendo il contatto con il proprio corpo.
Lavorando con i gruppi di qi gong daoyin e di meditazione ho potuto verificare sul campo quanto fosse carente il legame con il proprio corpo.  Il volume IL RITMO DEL CORPO è nato da questa presa di coscienza: il suo intento è, infatti, quello di proporre una pratica che stimoli la conoscenza e l'ascolto del corpo  attraverso il movimento consapevole.

www.ildiamantearcobaleno.com