giovedì 25 maggio 2017

LO SGUARDO

Occhi appannati dalla rabbia scrutano il mondo senza pietà.
Occhi colmi d'amore osservano gli eventi con compassione.
Occhi spenti dalla disillusione guardano alla vita con indifferenza.
Occhi carichi di dolore vedono il buco nero della disperazione.
Occhi gonfiati dalla paura fissano l'immobilità.
Occhi vivaci si immergono nei colori.
Occhi trasparenti di bimbo esprimono purezza.
Ogni sguardo racchiude un mondo,
il nostro.

Ragazza Afghana - Steve McCurry







martedì 23 maggio 2017

IL RIFIUTO

Vivo il rifiuto
ascoltando la mia interiorità.
La tristezza inonda la mia anima
il cuore mi abbraccia e mi consola.
Vivo il rifiuto.
Osservo e ascolto
la chiusura:
non posso che rispettarla
e aprirmi alla vita
seguendo nuove possibilità.
Continuare a vivere
è la risposta dell'amore alla chiusura.



venerdì 12 maggio 2017

LA PAURA

La paura.
La senti scivolare dentro il tuo corpo
e gradatamente prenderne possesso.
Senti arrivare una strana agitazione
che tende i muscoli e le membra.
Percepisci un'inquietudine generalizzata
che si acuisce con l'immobilità che il corpo sembra importi.
Ti senti diviso a metà.
Da una parte la voglia di fuggire
dall'altra la curiosità ferma di osservare
e la tempesta dentro.
Nulla si impone.
Solo la tempesta sembra agire indisturbata
nel mare mosso dei pensieri.
Il corpo è la tua zattera di salvataggio.
Accogline la rigidità, il batticuore, il respiro contratto.
Sprofonda in essi con la tua attenzione.
Poco per volta il respiro si allunga,
il cuore si calma
e la tensione si alleggerisce.
E' solo paura.
L'irrazionale paura dei pensieri che allagano il sentire
e lo travolgono di emozioni ed aspettative,
portando a galla le tue più intime debolezze.
E' solo paura.
Paura di vivere il presente
e accorgerti che nulla è più forte di te
che nessun ostacolo è al di là delle tue capacità di trascenderlo.
E' solo paura.
Paura di sentire che ti stai allontanando da te stesso, 
dal tuo destino,
dalla tua vita.



martedì 9 maggio 2017

LA PRATICA CORPOREA

Spesso quando ci avviciniamo ad una pratica corporea la nostra attenzione è sempre volta a fare qualcosa.  Si vorrebbe imparare le posizioni, perfezionarle, eliminare le tensioni, respirare profondamente, muoversi in modo sciolto ... insomma si pensa molto e si ascolta poco.
Si dirige il corpo considerandolo un mezzo atto a farci fare esercizio e bella figura. Non vi è apertura e disponibilità al sentire per la tensione che ci induce a corrispondere a ciò che pensiamo sia giusto fare o debba essere fatto. 
Il lavoro consapevole  nasce dal riconoscimento di questa tensione e di quanto sia limitante.
Non sono i limiti corporei ad ostacolarci nella pratica, ma i limiti che noi stessi creiamo resistendo al dispiegarsi dell'ascolto. E' necessaria una profonda maturazione per essere presenti alla pratica.
Fino a quando si pensa di aver bisogno di fare qualcosa c'è conflitto. La mente costruisce progetti continuamente, allontanandoci da uno stato di presenza per immergerci in uno stato immaginario in cui il soddisfacimento di un bisogno ne stimola immediatamente un altro e poi un altro ancora. E' molto stancante. 
L'intento principale del volume IL RITMO DEL CORPO  è aprirsi all'ascolto del corpo attraverso la pratica.  Il viaggio alla riscoperta di se stessi nasce dall'osservazione delle posture e dei movimenti che ci rappresentano, dalla percezione delle tensioni, delle rigidità e dei blocchi che ci immobilizzano, dal riconoscimento dell'impatto della mente nel nostro quotidiano. 

lunedì 8 maggio 2017

IL PIACERE DI FARE LA CACCA ;-)

Il soddisfacimento di un bisogno fisiologico è sempre fonte di piacere per il corpo. Il fare la cacca regolarmente e senza sforzo è segnale di sana alimentazione, di uno stile di vita equilibrato e di serenità psicologica.
Non sempre però ... si fa la cacca regolarmente e bene. 
C'è chi la trattiene ad oltranza e c'è chi la fa più volte al giorno, chi la rilascia a piccole dosi (avete presente le palline delle caprette?) e chi la sbrodola via copiosa e liquida, c'è chi spinge fino alle lacrime e c'è anche chi non riesce a raggiungere il bagno in tempo utile. Insomma ognuno a modo suo.
Le feci che il nostro corpo evacua sono sostanze non più utili all'organismo, ragion per cui dovrebbe essere naturale il soddisfacimento regolare di questo bisogno. Perchè, al contrario, non sempre lo è?
Perchè tendiamo ad ostacolare il naturale dispiegarsi di un bisogno fisiologico?
Lancio uno spunto di riflessione: quanta resistenza opponiamo (o non opponiamo affatto, perdendoci anche l'essenziale) al lasciar andare emozioni, stati d'animo, sofferenze, persone, sicurezze materiali, eventi che non sono più di alcun beneficio per la nostra crescita e non fanno altro che appesantirci? 
Le sfumature sul tema si svelano da sè. 


sabato 6 maggio 2017

LO SPAZIO INTORNO A ME

Vi siete mai domandati quanto spazio di movimento avete intorno?
A volte ci sentiamo costretti e soffocati dalla realtà. Quando questo accade il nostro spazio vitale si è drasticamente ridotto oltrepassando i confini del rispetto personale.
Facilmente addebitiamo all'esterno (alle situazioni o agli altri) la causa del nostro disagio, dimenticando che siamo stati noi in primis a non definire i limiti invalicabili del rispetto verso noi stessi.
Come si fa a definire questi limiti? Avendoli ben chiari in testa, innanzi tutto. Sapendo cosa ci fa stare bene e cosa al contrario ci fa stare male e trovando il coraggio di proferire dei salvifici NO o scegliere diversamente quando ci sentiamo invasi o costretti.
Scegliere di rispettarsi significa sapersi ascoltare profondamente ed avere il coraggio di essere anzichè apparire. Spesso mettiamo su un piatto della bilancia il nostro benessere fisiologico e sull'altro il soddisfacimento di aspettative, desideri, bisogni. 
Non sempre abbiamo il coraggio di scegliere di rispettare il nostro corpo ed esso ci rimanda di contro un bel segnale teso a dirci "Sveglia!  Non ti stai prendendo cura di te stesso!". Noi  congeliamo il sentire e tiriamo avanti per la via che ci sembra in discesa. Ignoriamo sia il disagio corporeo sia quello interiore e investiamo le nostre energie nella fuga.
Gente strana noi umani, sonnambuli in corsa.

mercoledì 3 maggio 2017

TRANQUILLITA' MENTALE E SENSIBILITA' CORPOREA

La tranquillità mentale, la sensibilità corporea 
sono un riflesso diretto della vera tranquillità.
In una azione senza condizionamento,
il corpo e la mente sentono questo riflesso come facilità e apertura.
Il funzionamento armonioso della struttura corpo-mente come strumento, come funzione,
è il miglior terreno per riflettere ciò che è al di là del corpo e della mente.


Quando si inizia un lavoro sul corpo, la percezione delle tensioni, degli automatismi e dei blocchi che ci caratterizzano è il primo passo verso la consapevolezza. Il sistema corpo-mente raramente è allineato, in quanto la mente antepone al benessere fisiologico desideri ed aspettative. Questo disallineamento non può che sfociare in un movimento corporeo rigido e controllato in contrasto con il naturale fluire delle energie fisiche. 
Il lavoro proposto ne "IL RITMO DEL CORPO" è un percorso volto a stimolare fin da subito questa presa di coscienza. Si può trasformare solo ciò di cui si è consapevoli e la pratica del Ritmo suggerisce un lavoro di allineamento corpo-mente basato sull'ascolto e sull'osservazione delle proprie posture e dei propri movimenti. Un percorso individuale per conoscersi, comprendersi e sperimentarsi in profondità.